VITE PARALLELE · EP 5

Vite Parallele: Scevola Mariotti (EP 05)

Ritratto del latinista e filologo classico pesarese Scevola Mariotti (1920–2000), allievo di Giorgio Pasquali alla Normale di Pisa, autore del celebre vocabolario di latino «IL» e presidente dell'Ente Olivieri per quasi cinquant'anni.

5 min · 29 dicembre 2025

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Scevola Mariotti (Pesaro 1920 – Roma 2000) è stato uno dei massimi filologi classici italiani del Novecento: ordinario di Filologia classica alla Sapienza di Roma, socio nazionale dell'Accademia dei Lincei e coautore con Luigi Castiglioni del Vocabolario della lingua latina «IL», strumento di studio per intere generazioni. La puntata ne ripercorre la biografia intellettuale e civile: dall'episodio alla Scuola Normale di Pisa che lo mise in rotta di collisione con il regime fascista, alla laurea sostenuta in forma orale in ventiquattr'ore, fino al lungo magistero universitario e al legame profondo con Pesaro, dove fondò la rivista Studia Oliveriana.

Trascrizione

Trascrizione integrale

Scevola Mariotti, Scevolino, come lo chiamavano gli amici, è stato latinista per antonomasia e, come lo definì lui Godarra, lo studioso che ha segnato profondamente la storia della filologia classica. Un innovatore che, all'interno di quel mondo, collegava, come se niente fosse archeologia, antropologia e linguistica, alla filologia appunto. Un genio, insomma, un pesare sedoc. Sul suo ILL, il dizionario di latino scritto con Luigi Castiglioni, hanno studiato intere generazioni di italiani, amato più di ogni altro i suoi studenti, che lo ricordano come persona generosissima. Un maestro raffinato, inflessibile e severo, però. E che caratterino aveva Scevolino? Ce l'ha ricordato di recente Luciano Canfora. La mattina del 13 maggio 1940, quando ormai la non belligeranza volgeva al termine, ha scritto il filosofo Canfora e i giornali e i discorsi ufficiali preparavano l'opinione pubblica all'intervento a fianco della Germania nazista, che Mussolini credeva già vincitrice, un gruppo di studenti di Pisa, normalisti e nonna, andò a fare una manifestazione guerra fondaia a Livorno. Al ritorno di quei normalisti il Mariotti li apostrofò duramente, vigliacchi, e lanciò in uno scattodira un corpo contundente che contuse, per fortuna, solo una parete della sala. Anche così lo scandalo era grosso, c'erano gli estremi per un'espulsione dalla normale, che avrebbe non solo implicato la perdita della tessera del GUF, cioè del gruppo universitario fascista, ma anche l'impossibilità di proseguire gli studi in qualsiasi università. Gentile, per intercessione di Callogero, al quale Mariotti si era subito rivolto, ma anche credo per quella sua tendenza una severità non spinta all'estremo di cui abbiamo già detto, fece una lunga paternale a Mariotti, tuttavia non ricorsa alla temuta espulsione, ma solo a una sospensione di tre mesi. Il racconto lo continua Giuseppe Timpanaro. Quando Mariotti fece ritorno alla normale nell'autunno del 40, trovò, a guerra dichiarata, un clima per lui invivibile. I fascisti non nascosero la loro ostilità, lo considerarono perfino, dice, e ha detto successivamente Mariotti con una certa autoironia, più pericoloso di quanto era il capo o uno dei capi dell'antifascismo a Pisa. E Mariotti dette ben presto le dimissioni dalla normale e si iscrisse all'Università di Firenze. Se ne ramaricò anche Giovanni Gentile, il grande filosofo, ma a Scevolino i piedi sulla testa non li ha messi mai nessuno. Cinque anni fa ricorrevano i vent'anni dalla scomparsa e i cento dalla nascita di Scevola Mariotti, che a Pesaro ha presieduto l'ente Olivieri per quasi cinquant'anni. Elente Olivieri, della cui rivista Studia Oliveriana, Mariotti è stato il fondatore nel 1953. Ha detto il figlio, Scevolino è l'appellativo inevitabile che mi accompagna ancora in famiglia. Maturità classica al Mamiani di Pesaro, nel 1937 si trasferì a Pisa, dove la storia è già nota. Prese la cattedra di latino e greco al Mamiani, ma senza laurea il provveditore non poteva confermarlo e così Scevolino si presentò a Giuseppe Branca, futuro presidente della Corte Costituzionale, allora rettore Orbino, e chiese di sostenere l'esame. Si poteva, con legge provvisoria, con una tesi in forma orale. Insomma si laureò, grazie alla sua immensa cultura, in 24 ore. Fu poi chiamato Orbino da Carlo Bo e dal 1963 fu ordinario di filologia alla Sapienza di Roma. Mariotti fu uomo intimamente democratico, il cui abito alla serietà autocritica nasceva dalla sua comprensione piena del mestiere di filologo. Ha commentato ancora a Canfora. Per tanti anni è stato presidente del certamen Ciceronianum Arpinas ad Arpino, gara di traduzione e commento dal latino di un brano di Cicerone. Il latino è stata una forza unificatrice sul piano della cultura, ha detto Mariotti, è stata la lingua dei testi sacri e della cultura dell'Europa occidentale. Ne ricordano la continuità di una ricerca non interrotta dalla morte dell'individuo, nella quale le generazioni lavorano fianco a fianco e si passano la mano e nell'utilizzo sereno della costanza della regione per preservare in un mondo che se ne allontana vertiginosamente il patrimonio della cultura umanistica che è il retaggio caratterizzante e più prezioso dell'Europa.
Ospite

Scevola Mariotti

Scevola Mariotti (Pesaro 1920 – Roma 2000) è stato uno dei più importanti filologi classici italiani del Novecento. Ordinario di Filologia classica alla Sapienza di Roma e socio nazionale dei Lincei, è autore con Luigi Castiglioni del celebre vocabolario di latino «IL» e fondatore della rivista pesarese Studia Oliveriana; allievo di Giorgio Pasquali alla Scuola Normale di Pisa, fu presidente dell'Ente Olivieri per quasi cinquant'anni.

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