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6 Ottobre: Il Giorno in cui il Mondo Ricorda Beniamino Gigli (E02)

Ritratto del tenore Beniamino Gigli a 135 anni dalla nascita: dalle origini povere di Recanati al Metropolitan di New York, fino all'eredità globale curata dall'associazione che porta il suo nome.

7 min · 10 ottobre 2025

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Il 6 ottobre è la data in cui il mondo ricorda Beniamino Gigli, il tenore nato a Recanati nel 1890 che divenne voce di riferimento per milioni di emigrati italiani. La puntata ripercorre la sua parabola umana e artistica — dall'infanzia nella povertà marchigiana al debutto al Metropolitan di New York — e racconta come la sua memoria venga tenuta viva a livello internazionale. L'Associazione Beniamino Gigli nel mondo, fondata dal nipote Luigi Vincenzoni, ha nominato nel 2025 tre ambasciatori in Giappone, Cina e Finlandia, segno che il lascito del grande tenore continua a varcare confini.

Trascrizione

Trascrizione integrale

Sono passati 135 anni, il ricordo a volte scorre sulla ruggine del tempo scintillando. Veniamino Gigli, l'uomo che con la sua imparigiabile voce rese felici i nostri emigrati, era nato Recanati il 20 marzo 1890, da Domenico, calzolaio e campanaro del Duomo di Recanati e da Ester Magnatessa. Era l'ultimo dei sei figli e in quella famiglia, come in tante altre, non si navigava nel loro. La fortuna, ma Veniamino e il mondo lo scoprirono dopo, arrivò a 7 anni quando entrò a far parte della Scuola Cantorum del Duomo di Recanati. Cominciò poi a suonare il sassofono nella banda cittadina e fin da piccolo si diede da fare, garzone di un falegname, apprendista sarto e commesso di farmacia, per granellare ancora qualche soldo. Aveva inoltre appreso a suonare il sassofono partecipando ai concerti della banda cittadina. Quirino Lazzerini, organista del Duomo di Recanati e Don Giuseppe Guzzini, a capo di quel coro, lo avviarono alla musica. Talentuoso come nessun altro, Veniamino a soli 17 anni fu in grado di esordire in un ruolo sopranile e in abiti femminili al teatro Lauro Rossi di Macerata, quale protagonista dell'operetta La Fuga di Angelica. È passato così tanto tempo. Recanati, con la magnifica piazza in cui si erge la statua del più grande di tutti, Giacomo Leopardi, rimane un posto in cui si ospita la cultura di tutto il mondo. Pochi mesi fa l'associazione Veniamino Gigli nel mondo ha nominato tre ambasciatori, una giapponese Akemi Yaga, un cinese Yuan Zhan e un finlandese Thorsten Brander. E' un giro per il mondo senza tregua. Voluta dal nipote dell'immenso cantante Luigi Vincenzoni, l'associazione ha ospitato gli allievi dell'Accademia Lirica dell'Università di Tokyo, ha stipulato un accordo con la Scuola di Musica Lirica di Pechino e collabora costantemente con diversi circoni in Spagna, negli Stati Uniti e a Malta. Akemi è un mezzo soprano e conosce le nostre terre perché si è diplomata in canto al Conservatorio Rossini di Pesaro e poi specializzata all'Accademia Lirica di Osimo. Yuan è un baritono, professore all'Università di Shenyang ed è, come gli altri, un grande nome a livello internazionale. Thorsten è ingegnere e cittadino onorario di Recanati, da oltre mezzo secolo è un appassionato di Beniamino Gigli e è venuto a Recanati almeno 60 volte. Ma torniamo al nostro, il Teatro Colón di Buenos Aires lo invitò per la prima volta nel 1919. Affrontò prove epiche nella Lucrezia Borgia di Donizetti, nella Francesca da Rimini e nel Lohengrin di Wagner in cui fu particolarmente acclamato. Morbido nel timbro vocale ed utile nelle interpretazioni. Scrisse Celletti, perfetta omogeneità di registri, smalto limpidissimo, timbro delicato e dolcissimo ma anche pieno, pastoso, intenso, sonoro. Dopo essere stato a Rio de Janeiro e a San Paolo fu scrittorato dal Metropolitan di New York dove debuttò il 26 novembre del 2020 con Mephistofele. Scritturato da prima per quattro anni, divenne ben presto il cantante più amato dal pubblico statunitense e dopo la morte nel 1921 del celebre Caruso, per le folle Gigli fu le rede naturale sebbene lui e il tenore napoletano fossero in ambito musicale due cose diverse. Al Metropolitan Beniamino cantò pressoché ininterrottamente sino al 1932 ma diede anche numerosi concerti a Washington, New Orleans e Boston. Non solo aria, lo ressero ancora più popolari le canzoni come Non ti scordar di me, Torna Sorriento e Immortale, Mamma di Bixio e Cherubini. Facciamo un passo indietro. Il 14 giugno del 1920 aveva trent'anni, Gigli debutta al teatro Municipale di Buenos Aires con la Gioconda per poi fare una tournée nelle più grandi città dell'Argentina. A ritorno nella Grande Mela a New York incontra a novembre di quello stesso anno il maestro Enrico Caruso che disegna a matita il suo ritratto. Al debutto al Metropolitan con il Mephistofele diretto dal maestro Moranzoni, inutile dirlo, una grande stella era già nata. 34 acclamazioni testimoniò lo stesso Gigli, 34 volte venne chiamato alla ribalta. Oggi Beniamino è nel sentimento popolare. Se volete fargli una visita al Museo Interattivo dei Recanati, l'indirizzo è museobeniaminogigli.it, il museo a lui dedicato c'è tutto della sua immensa storia che ha reso le marche famose in tutto il mondo.

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