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Ospite di Radio 22 Radici Emigrastorie, oggi Asia di Urbano, che oltre ad essere una collaboratrice di questo favoloso museo che è il MEMA di Recanati, il museo delle migrazioni, oggi è venuta a raccontarci una storia sulla sua laurea, quindi la sua tesi in particolare, avendo studiato bene i culturali e il turismo, è un triennale, le scienze del turismo in particolare e ha concluso con una tesi che ci riguarda a tutti direttamente, cioè il turismo delle radici, memoria culturale e valorizzazione del territorio. Perché questa scelta Asia? La scelta nasce durante il mio tirocinio che ho avuto modo di effettuare quest'anno per assomizzare le migrazioni marchigiane e l'idea è nata durante questo tirocinio perché ho avuto modo di vedere tantissimi discendenti italiani che un tempo sono stati costretti ad emigrare, oggi sono tornati con tantissimi documenti con il timore di poterli perdere e in cerca di ricostruire le proprie origini, quindi in cerca di ricostruire il proprio albero genealogico. E questo ha scaturito in me tanta curiosità, tanta voglia di approfondire questo tema che forse è poco conosciuto. Come pensi che si preservi l'identità? Com'è presente questo concetto di identità nel tuo lavoro universitario? E' presente perché è molto importante in questa tipologia di turismo soffermarsi su quelle che sono le piccole realtà e quindi analizzare il contesto, nel mio caso, il contesto della regione Marche e quindi le piccole realtà, la piccola valorizzazione di quelle che sono le identità che molto spesso nelle grandi città forse rischiano di scomparire e quindi ho fatto un'analisi anche della valorizzazione del territorio e la creazione di un prodotto che fosse turistico, non soltanto dal punto di vista economico, bensì un aspetto più sottolineato anche alle piccole attività, quindi attività di artigianato, prodotti tipici, quindi chi viene, viene per riscoprire le proprie origini, ma deve avere attorno a sé un proprio sfondo, una propria anima per ricostruire quello che realmente è stata la scelta di partire e quello che è realmente… Un settore questo qui che non è stato sviluppato moltissimo nei decenni precedenti, quindi diciamo fresco e moderno, c'è da costruire ancora tutto, ma ha un senso questo turismo radice oppure è solo una sigla? No, ha una grande importanza perché la sua evoluzione nasce soprattutto nell'era post Covid, quando secondo alcuni analisi che sono state fatte al 2021 soprattutto, i primi a voler partire a seguito delle restrizioni che hanno colpito tutti noi, sono stati proprio i discendenti e questo ha fatto sì che si cominciasse a analizzare questo fermo di turismo, quindi dare la possibilità a chi viene, a chi vuole venire in Italia e nella regione Marche in particolare, di avere un sostegno dall'altra parte, ecco qui le associazioni come Italia e i finanziamenti del MESI, del Ministero degli Affari Esteri della Cooperazione Internazionale, quindi è un progetto che in realtà ha moltissimi finanziamenti a livello economico e non solo dietro, quindi i finanziamenti ci sono. Questi soldi andrebbero anche a chi ha voglia di rimanere con questo turismo nell'era 2010, ci sono anche misure particolari tipo quella della flat tax al 7% nell'area Cratere, però sono misure concrete a tuo giudizio oppure vanno supportate con per esempio una defiscalizzazione completa, insomma delle misure per farli venire ad esempio gli argentini, siamo pieni di argentini che vorrebbero tornare. Esatto, in queste le associazioni dei marchi italiani e non solo all'estero contribuiscono molto, anche attraverso i finanziamenti della regione Marche, però diciamo che pochi ancora sono i progetti che permettono che i discendenti vengano qui, facciano un viaggio inizialmente di una settimana, di un mese, chi può permettercelo e poi bisognerebbe far sì che queste persone riescano a frattenersi, riescano a completare forse lo scopo principale del viaggio, perché anche la semplice ricerca di archivio oppure il semplice confrontarsi alla Naira che diventa difficile e quindi molto spesso se si ha poco tempo questo diventa impossibile. A Recanati ci sono tantissime associazioni, c'è la scuola Dante Alighieri che permette che gli studenti vengano in Italia a studiare l'italiano, gli studenti vengono chiesi per livelli, quindi a secondare la conoscenza della lingua italiana. I progetti cominciano ad esserci, bisognerebbe esserci ancora un progetto più sostanzioso forse, dal lato economico sicuramente, ma non solo, perché bisogna formare le persone, dal mio punto di vista, da giovane studentessa mi permetto di dire che le persone vanno formate e c'è bisogno di un operatore turistico che sia a conoscenza di questa forma di turismo e allo stesso tempo che possa anche collaborare con realtà a livello regionale, provinciale per arrivare poi a livello ancora nazionale e perché no magari internazionale. In questo senso ha un significato un circuito di turismo delle radici nazionali, mandare per esempio chi viene in Italia nelle Marche potrebbe visitare altre regioni sempre sulla scia di queste radici, molto spesso sono radici pluriregionali, non solo di una regione. E' per questo che dicevo che è importantissima la collaborazione, perché le associazioni come Italia, tra italiani collaborano perché ci sono fondi a livello nazionale, però molto spesso questo non basta, perché bisogna avere una rete sempre più grande, i musei in questo caso, i musei delle emigrazioni come quello di Recanati, il MEMA, ma anche il MEI di Genova hanno un'importanza vitale, perché comunque sono tappa per chi viene e sicuramente bisognerebbe rafforzare e bisognerebbe far sì che le collaborazioni fossero sempre più importanti, sempre più anche stabili, mi permetto di dire forse, quindi durature nel tempo, perché il progetto è nato, questo permetterismo è nato ed è giusto portarlo avanti, è giusto anche approfondirlo perché no, nel mio lavoro con tutta sincerità non è stato molto semplice reperire tanti materiali, proprio perché si parla di una cosa forse nuova per tanti, talvolta anche per dei professori che ho avuto un modo di conoscere, che magari studiano la materia, ma molto spesso non sanno nello specifico di cosa si tratta, e il turismo nelle radici non si tratta solo dello Stato italiano, ma anche di tutto quello che è l'influenza dell'Italia a livelli internazionali. Certo, ma a questo proposito hai conoscenza di tour operator che si occupano solo di turismo delle radici oppure è una cosa, una professionalità che si sta formando? Ci sono sicuramente le associazioni che si devono, che hanno come professionisti i travel designer, però i travel designer devono soffermarsi nella realtà che ho analizzato personalmente non ho nomi specifici di tour operator che si occupano di questa realtà, però è giusto che questa realtà venga sempre più conosciuta per far sì che poi le associazioni di tour operator possano contribuire, perché poi se rimane tutto su carta, mi permetto di dire, diventa sempre più forse complicato. Certo, chi ci prova ad esempio è Matera che da tanto tempo ha questo festival che si chiama Roots Radici, e hai avuto modo di collaborare con loro? No, però ho dovuto leggere diversi documenti e diverse analisi che hanno fatto, però personalmente non ho partecipato. Credi che siano un po' più avanti da questo punto di vista, cioè che si facciano realmente degli affari lì nella due giorni di novembre? Penso di sì e penso sempre che non sia abbastanza, perché mi piace pensare a un progetto molto più grande, ma perché è una realtà che coinvolge a livello globale, quindi non ci si può soffermare soltanto in una piccola regione, ed è giustissimo ed è bellissimo che si parte da una piccola regione e che si stabiliscano degli campo attivi, questo sì, assolutamente.