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Abbiamo il piacere di avere oggi con noi Anna Poeti, dottoressa marchigiana nativa di Camerino, direttrice del Campus L'Infinito. Partiamo con questo. Di cosa si tratta? Sì, buonasera a tutti. Il Campus L'Infinito, scuola d'Antialighieri, è una scuola di italiano rivolta a stranieri di tutto il mondo che desiderano venire a Recanati per un soggiorno studio di due o quattro settimane per imparare o migliorare la lingua italiana e poi anche per scoprire la regione Marche attraverso gite, escursioni, attività e anche città più lontane come Roma, Bologna, Firenze, Assisi. Ecco, è una vera immersione nella lingua e nella cultura italiana. E non sono però studenti stranieri speciali, nel senso che molti sono marchigiani d'origine e hanno dei parenti italiani marchigiani all'estero. Sì, esattamente, l'80% dei nostri studenti sono di origine italiana e tra loro molti sono di origine proprio marchigiana. Scelgono Recanati perché è nelle Marche e quindi hanno il desiderio di scoprire, di conoscere la regione di origine o la città di origine della loro famiglia. Addirittura abbiamo avuto quest'anno una signora i cui avi erano proprietari dell'hotel Ginestra, l'hotel che si trova proprio al centro di Recanati. I suoi nonni si erano sposati nella chiesa di fronte all'hotel e sua mamma era nata proprio all'interno dell'hotel. Quindi questa signora si è davvero emozionata a venire a Recanati, a visitare l'hotel. Io le ho presentato gli attuali gestori, è nata anche una bella amicizia, quindi è stato un vero e proprio ricongiungimento con le radici marchigiane e in questo caso recanatesi. E una delle mette dell'immigrazione marchigiana principale è l'Argentina, immagino che ci siano molti argentini, magari brasiliani che arrivano. Esattamente questa signora che aveva origini recanatesi era proprio argentina e noi riceviamo ogni anno più di 400 argentini e anche moltissimi brasiliani. I brasiliani sono un po' meno di origine italiana, sono più che altro di origine veneta, trentina, però a scuola abbiamo avuto una ragazza brasiliana la cui famiglia era partita da Recanati e questa ragazza ha scritto addirittura un libro sulla storia molto dolorosa di emigrazione dei propri avi e questo libro è stato poi presentato proprio qui al museo dell'emigrazione. È una testimonianza molto bella, molto importante, a tratti davvero commovente perché le vicende di questa famiglia sono state vicende tragiche, alla fine solo uno di undici membri emigrati è sopravvissuto, però lei priscilla con la sua tenacia, ha ricostruito tutta la storia e poi quando è venuta a Recanati si è recata nella frazione di origine della famiglia e lì ha incontrato delle persone che conoscevano i suoi avi e quindi anche in questo caso si è ricomposta una storia di emigrazione. Ecco facciamo qualche numero del campus l'infinito perché credo che siano numeri molto importanti. Ogni anno accogliamo più di 1200 studenti da tutto il mondo, studenti di ogni età, dagli adolescenti fino agli adulti e anche agli anziani abbiamo avuto degli studenti che avevano addirittura 90 anni. Accogliamo molti ragazzi che studiano nelle scuole italiane all'estero e anche tra di loro ci sono molti studenti soprattutto della città di Rosario in Argentina che hanno origini marchigiane e ogni mese ogni classe fa proprio una visita qui al museo dell'emigrazione per conoscere la storia appunto di questo percorso che gli italiani e i marchigiani hanno compiuto verso paesi lontani e spesso molto spesso accade che le persone ritrovano nel database che è presente qui nel museo il proprio avo che è partito quindi la storia, il nome della nave e tanti si commuovono, si mettono a piangere, è una visita veramente emozionante. Quando accompagno gli alunni qui mi emoziono anch'io anche se ci sono stata tantissime volte però ogni volta c'è sempre una storia nuova che emerge, una vicenda personale molto interessante e quindi è davvero un luogo del cuore non solo per gli studenti ma anche per noi della scuola. Quindi complimenti perché questi studenti immagino diventino testimonial delle marche in tutto il mondo, invece il viaggio al contrario lo ritiene possibile? Nel senso qualcuno potrebbe fermarsi da noi in un viaggio, in un'emigrazione al contrario? Sì, tra i centinaia di studenti che abbiamo avuto in questi anni ci sono due sorelle argentine che hanno deciso di comprare casa Recanati, sono venute a fare il corso per tre anni di seguito, anche loro sono di origine marchigiana e alla fine siccome sono in pensione hanno deciso di trascorrere la loro pensione qui a Recanati acquistando una casa. L'anno scorso un'altra signora argentina ha acquistato un'altra casa proprio vicino alla scuola e poi delle ragazze brasiliane anche si sono fermate a vivere qui. Un nostro studente anche lui di origine italiana ha aperto un'attività insieme ad un socio italiano, una vineria proprio nel centro di Recanati e quindi ci sono stati esempi di emigrazione al contrario. E come vive Recanati questo rapporto insomma con tutti questi stranieri che arrivano? Gli studenti ci dicono che i Recanatessi sono molto accoglienti, si trovano bene, hanno la possibilità di parlare magari il sabato mattina quando vanno al mercato, scambiano due parole con gli abitanti o quando si siedono al caffè per un aperitivo. Ecco molti ritornano perché trovano Recanati e i Recanatessi molto accoglienti. E poi arrivano appunto al museo dell'emigrazione che è un gioiello assoluto insomma di Recanati, del polo museale e so che avete dei rapporti molto stretti di collaborazione con il museo. Sì i rapporti di collaborazione sono molto stretti e la visita al museo fa proprio parte del programma scolastico che offriamo, quindi ogni classe ogni mese fa la visita con il proprio insegnante qui al museo dell'emigrazione, prima la visita viene preparata in classe con una lezione sull'emigrazione e poi si viene qui di persona a visitarlo. E quando arrivano questi studenti che reazioni hanno in genere in questo museo interattivo che dirige Luigi Petruzzellis? Il museo piace tantissimo, addirittura abbiamo avuto uno studente a cui nonna ha fornito al museo dell'emigrazione la propria valigia e lui era stato mandato qui col compito di recuperarla, la nonna la voleva indietro la valigia di cartone, poi però quando il ragazzo ha visitato il museo, ha visto l'allestimento e ha telefonato alla nonna e ha detto no nonna non possiamo privare il museo della tua valigia e ormai l'ha donata e fa parte integrante di questo percorso. E un'ultima cosa su proprio sulla lingua italiana, nel senso che è una lingua che sicuramente unisce il mondo, sempre più parlata e unisce anche il passato al presente e al futuro. Sì, senz'altro per queste persone di origine italiana la lingua italiana rappresenta proprio la memoria della storia della loro famiglia, ma anche il modo di essere uniti ad altri persone nel mondo di origine italiana. Noi accogliamo persone che vengono da più di 30 nazioni differenti, quindi non solo dal Sud America, ma dall'Europa, dall'Asia, ecco dalle Americhe, del Nord, quindi dall'Australia e è bello perché gli studenti di origine italiana possono incontrare altri oriundi come loro di altre parti del mondo e nello stesso tempo chi non è di origine italiana può scoprire questo mondo, questa ricchezza che gli italiani emigrati hanno portato nei paesi di destinazione.