VOCI IN VIAGGIO · EP 3

Voci in Viaggio (Ep03) - Intervista a Maria Rosa Castelletti

La botanica marchigiana Maria Rosa Castelletti racconta come la ricerca su un genere di piante tropicali l'abbia portata a riscoprire tre gesuiti di Cupra Montana emigrati in Australia nell'Ottocento, tra botanica coloniale e pionierismo agricolo.

11 min · 28 ottobre 2025

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Partendo dallo studio del genere vegetale Neoscortechinia, la studiosa Maria Rosa Castelletti ha ricostruito le vite di tre gesuiti marchigiani — Benedetto Scortechini, Girolamo da Vadi e Conte Rossellini — emigrati nel Queensland australiano attorno al 1870. Scortechini divenne botanico di fama internazionale prima di morire a Calcutta a meno di 41 anni; da Vadi trasformò l'economia locale introducendo l'agricoltura marchigiana, guadagnandosi il titolo di «padre dell'agricoltura del Queensland». Una storia di migrazione ottocentesca quasi del tutto ignorata in Italia, molto più viva negli archivi australiani e indiani.

Trascrizione

Trascrizione integrale

Abbiamo con noi oggi a Radio Radice Migra Storie Maria Rosa Castelletti, una studiosa di botanica, che ha una storia però interessantissima da raccontarci. Maria Rosa, ci dica da dove è partita tutta la storia. Buongiorno a tutti. La storia è partita dalla ricerca di piante il cui nome derivava da una persona. Quindi dietro la pianta ci sono almeno altri due personaggi, un botanico che fa la dedica e la persona destinataria della dedica. Quindi eravamo da tutt'altra parte rispetto allo studio di fenomeni di migrazione e a un certo punto ci siamo imbattuti in un genere di piante tropicali che si chiama Neoscortechinia e quindi l'assonanza italiana del nome ci ha portato a ricercare il botanico che ha dedicato questo genere a qualcuno e chi era questo qualcuno. E dietro questo qualcuno abbiamo scoperto un giovane gesuita nativo di Cupra Montana che a un certo punto è emigrato in Australia ed è una storia interessante. Che secolo era? Che anno era? Siamo nel periodo in cui l'Italia si avviava all'unificazione, quindi un periodo particolarmente contrastato e conflittuale per una zona come le Marche che faceva parte dello Stato pontificio. Quindi fine 700 inizio 800. Dal 1840 fino ai primi del 1900. Perfetto, l'abbiamo già messo nel suo contesto storico. A quel punto voi trovate Scortechini immagino? Uno Scortechini, non solo, troviamo un ampio studio pubblicato sul sito della diocesi cattolica di Brisbane, quindi il Queensland australiano, che ci raccontava praticamente tutto. Perché questo Scortechini è arrivato in Australia non da solo, ma con altri due conterranei e coetanei. E qui un Girolamo Davadi e un Conte Rossellini, tutti e tre nati 1845-1846, Cupra Montana e Monte Carotto, quindi non solo coetanei ma compaesani. Viri avventurieri. A guardare la loro storia no, perché erano tre giovani gesuiti, quindi probabilmente avevano studiato insieme nel seminario di Iesi. E quindi nel frattempo la Chiesa cattolica aveva provveduto ad aprire una diocesi a Brisbane, perché c'era un'alta quota di immigrati che proveniva dall'Irlanda e dall'Italia, quindi comunità di religione cattolica. E questa diocesi era stata affidata a un vescovo irlandese, che però non era riuscito a ingaggiare personale per il suo staff. E dove li trova? A Roma, all'apertura del primo concilio vaticano. Quello che fu chiuso poi molto tempo dopo, perché nel frattempo c'è stata l'unificazione d'Italia e quindi le cose sono molto cambiate. E questo vescovo, con un colpo solo, ne ingaggia ben tre. Quindi è da chiedersi come mai tre giovani gesuiti marchigiani decidono di correre l'alea di un'avventura, perché l'Australia era veramente ancora un nuovo mondo. La spiegazione può essere che era arrivato lo Stato Unitario, quindi si aspettavano grandi cambiamenti, soprattutto per le persone che facevano parte del ceto ecclesiastico. E quindi questi tre giovani gesuiti partono, arrivano a Brisbane e trovano una loro collocazione. Che c'entra a botanica. Perché è tutta colpa dello Scorteghini. Perché il Rossellini sembra che sia stato un ottimo parroco. Perché questo storico della diocesi di Brisbane dice che alla guida Michelin del 1989 la Marche è abitata da una popolazione laboriosa e molto gentile. E questa popolazione deve essere molto fiera di questo Rossellini, che è stato un grande rappresentante di questa gente. Quindi lui non si è occupato di botanica. Il Geronimo Davadi invece finisce in un paese che si chiama Stanorp, dove si cavava stagno. E la gente abitava in case con i tetti fatti con le zolle del muschio. Avevano problemi di tutti i generi. Approvvigionamento di cibo, lavoro, le miniere si stavano esaurendo. E questo Girolamo, che poi loro chiamano Girom chiaramente, si guarda intorno e gli sembra che il territorio che lo circonda è simile a quello della zona da cui proveniva. E quindi propone e aiuta una sorta di conversione economica. Il passaggio dall'industria estrattiva all'agricoltura. E quindi ancora adesso quella zona lì è un paradiso per la frutta e per la vinicoltura. E nel Queensland questo Geronimo Davadi è chiamato il padre dell'agricoltura del Queensland. Non mi sembra roba da poco. Non è proprio botanica, ma molto vicino. E quindi evidentemente questo Girolamo aveva portato con sé, ma come si è fatto poi anche dopo, si fa ancora adesso. E si era portato dietro semi talee, materiale di propagazione, dal suo territorio d'origine. Un po' come è stato per il pomodoro che è stato riportato nell'America dagli italiani. Un concetto modernissimo. È certo ed è stupefacente pensare a questo giovane gesuita che ha questa grande intuizione e la capacità di realizzarla. Invece lo Scortechini doveva essere botanico e basta perché cominciò a dedicarsi subito alla raccolta della flora australiana, che era ancora un territorio sconosciuto come lo è tuttora. Ed evidentemente la sua dioce si decide che questa era la sua vera vocazione. Quindi comincia a lavorare tantissimo con i botanici inglesi della zona. Entra in alcune accademie inglesi e a un certo punto il responsabile dell'orto botanico di Calcutta, che si chiamava King, lo invita in India per aiutarlo a sistemare le collezioni delle piante locali. Quindi il nostro benedetto Scortechini parte, va in India con l'idea anche poi di approdare in Inghilterra ai Royal Gardens di Kew, che era il top ancora adesso, un posto importantissimo. Se non che a Calcutta deve essersi ammalato di qualche malattia tropicale e muore, che non aveva ancora 41 anni. Anche gli altri suoi due amici muoiono nel 1900, quindi non hanno goduto di lunga vita. Cosa è rimasto nelle Marche in Australia di questa straordinaria avventura dei tre? Nelle Marche non ho trovato praticamente nulla, a parte che in Italia soffriamo tantissimo della mancata digitalizzazione del nostro patrimonio di documenti. Quindi accedere agli archivi di Stato, banalmente agli archivi comunali, richiede spostamenti, domande. Ho trovato pochissimo, tantissimo a Brisbane, non solo nel sito online della diocesi di Brisbane, ma anche nella biblioteca e nell'archivio di Stato del Queensland. È rimasto tantissimo in India a Calcutta, è rimasto tantissimo ai Kew Gardens. Quindi siamo più famosi all'estero che in Italia, insomma, anche come marchigiani. Sì, perché di questo Gerolamo da Wadi, per esempio, non ho trovato traccia. E nel Queensland hanno le tarche, hanno i monumenti e lo chiamano appunto il padre dell'agricoltura del Queensland. Il fatto che Benedetto Scortechini poi sia stato onorato da questa dedica da un grande botanico inglese che si chiama Hooker è perché aveva dato un contributo essenziale a un'opera gigantesca che si chiama Flora of India. Era anche espertissimo di palme e infatti era in corrispondenza con un grande botanico italiano, Doardo Beccari, che quando ebbe notizia della morte di questo suo collega, che conosceva oggi diremmo solo virtualmente, cioè per corrispondenza, rimase talmente colpito che scrisse al vescovo di Urbino per chiedere notizie di questo suo collega. È una storia che ci ha colpito tantissimo. È una storia straordinaria, peraltro sconosciuta e quindi ringraziamo Maria Rosa Castelletti di avercela raccontata sperando che ci sia una seconda puntata, che sia quella in cui altri studiosi, ammiratori dell'opera di Scortechini e Company ci contattino in tutto il mondo e raccontino a Radio Radici quello che è successo poi. Nel frattempo stiamo continuando a ricercare e quindi stiamo seguendo il percorso di alcuni botanici marchigiani che si sono interessati di settori molto specialistici, che sono quelli della micologia, non i funghi che si cercano per mangiare, ma i funghi che producono patologie nelle piante. Sono storie più recenti, sono persone che hanno vissuto la migrazione di tipo interno, cioè non trovando l'ambiente giusto nelle marche si sono spostati in altre zone, per esempio all'Università di Pavia, all'Università di Roma. Quindi è un altro tipo di migrazione interna per mancanza di risorse e possibilità locali. Ringraziamo Maria Rossa Castelletti e la inviteremo per una seconda puntata qui a Radio Radici. Grazie mille a tutti voi. Grazie a lei.
Ospite

Maria Rosa Castelletti

Maria Rosa Castelletti è una studiosa italiana di botanica, nota per le sue ricerche su piante tropicali e sulla storia dei botanici marchigiani emigrati nell'Ottocento. Le sue indagini incrociano tassonomia vegetale e storia della migrazione, recuperando figure dimenticate dagli archivi italiani ma ancora vive in quelli australiani e internazionali.

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