TrascrizioneTrascrizione integrale
Buongiorno, buongiorno. So che in Canada sono sei ore meno. Dove sei, a Vancouver? No, no, sono a Montreal. Io sono più vicina. Per andare a Vancouver ci vogliono altre quattro ore di aereo. Cioè sei ore e tre ore di decano ancora orario. Allora la presentiamo ai radioascoltatori di Radio 22 Radice Migra Storie. Fausta è una presenza importantissima, cruciale per l'immigrazione marchigiana in Canada. Quest'anno Fausta credo che l'Alma, l'associazione, compia 50 anni. Ci puoi raccontare qualcosa su questo? Certo, su Alma. Alma è stata fondata qui a Montreal nel 1976, a novembre, da Monsignor Iggino Ragni di Roma. Lui era un marchigiano che stava al Vaticano e avevano già fondato una Alma Roma. Per cui andò a fondarne un'Alma Venezuela e venne poi a Montreal e qui l'associazione è stata fondata a Montreal nel 1976, quindi 50 anni fa. Io sono un po' membra dall'inizio. Il primo presidente era il tenore Giulio Polidori di Ascoli Piceno, che poi rientrò in Ascoli qualche anno dopo. Quindi è continuata con vari presidenti che si sono dati da fare moltissimo. Alma vuol dire associazione lauretana marchigiani. Lauretana perché è sotto l'auspicio della Madonna di Loreto, questo era lo scopo di Monsignore. L'associazione è a scopo non lucrativo, facciamo tante attività durante l'anno e le maggiori sono sempre rivolte ai nostri giovani. Perché i giovani è il futuro, no? Quindi è incominciato come la settimana scorsa, il 10 gennaio abbiamo fatto una bella festa per i piccoli della Befana. La Befana viene e porta i regalini ai bimbi e quindi è tutta una festa per i piccoli con i genitori e i nonni. Abbiamo un 200 persone che vengono, si divertono, c'è qualche giocoliere e noi che aiutiamo. La Befana è sempre una bella vecchietta che si prepara. E quindi siamo andati molte volte nelle tv locali italiane e canadesi che ci tengono a far vedere come noi abbiamo delle attività folcloriche e culturali. Quanti marchigiani ci sono, Fausta, in Canada? Quante persone di origine marchigiana? Di origine? Io penso che tutto il Canada potrebbe essere 40-50 mila, però non sono sicura perché non c'è un sensimento. Qui a Montreal penso che ce ne saranno come 15 mila, qualcosa così. La nostra associazione raggruppa come membri almeno 600-700 famiglie, non persone, nuclei familiari. Adesso è un po' sceso questo numero come iscritti, è sceso tra i 200 e i 300 famiglie, perché le cose cambiano, i giovani non tutti aderiscono. Ritornando all'attività principale, facciamo un torneo di golf per raccogliere fondi per dare le borse di studio ai nostri studenti. Scorso novembre abbiamo fatto una serata dove abbiamo dato 13 borse di studio a studenti che siano universitari, collegiali, dottorati e anche trade. Trade vuol dire quelli che fanno la scuola di lavoro e quindi si perfezionano su un mestiere, una scuola di mestiere. Queste sono le attività più grandi che sono sempre rivolte ai giovani al golf. Vengono tanti uomini e donne che vanno da 18 anni a 80 anni, si divertono e contribuiscono. In più abbiamo la contribuzione delle aziende che possiamo avere come sponsor dell'associazione. Come sono i rapporti con le istituzioni marchigiane? Io sono parte, poi non ho detto di me personalmente, quindi io da due mandati, da dieci anni faccio parte del comitato esecutivo dei marchigiani all'estero, per cui faccio parte insieme a Franco Nicoletti, a Frida e agli assessori vari e presidenti che si sono succeduti. Ma già da prima ero consigliere per Alma, quindi venivamo tutti gli anni chiamati, venivamo nelle Marche. Adesso questo non si fa più perché i costi non ci sono, i fondi per questo. Quindi è solo il comitato esecutivo che viene nelle Marche per quattro giorni e vediamo cosa si può fare per i marchigiani all'estero, per le associazioni e per chi vuole saperne di più, siamo qui per loro. Allora veramente la regione è molto presente con i marchigiani e posso dirle che la regione Marche è una delle regioni che si dà da fare di più delle altre per quasi di più. Ci sono poche regioni italiane che ancora aiutano i marchigiani e i loro discendenti all'estero. Fausta parliamo un attimo della tua storia personale che potrebbe essere molto interessante per i nostri ascoltatori. Davvero? Quando arrivasti in Canada e per quale motivo? Io sono nata a Quinto Decimo a un piccolo frazione di Acqua Santa Terme, Ascoli Piceno e stavo lì fino all'età di 23 anni. Ho studiato in Ascoli a un istituto commerciale e poi mi sono sposata, ero molto giovane a 19 anni, poi mio marito ha deciso due anni dopo di venire qui perché qui c'era suo fratello, il tenore, ma soprattutto c'era il mio fratello e mia sorella che avevano delle aziende nella costruzione. Quindi mio marito ha deciso di venire a vedere se piaceva il Canada. Io lavoravo già in un'azienda di segheria di travertino in Ascoli e quindi lui è venuto e l'anno dopo con il mio piccolo di due anni sono venuta anch'io. Quindi sono arrivata nel 1967, era un anno speciale perché era l'expo di Montreal, l'expo internazionale per cui Montreal era piena di tutto e mi è piaciuta la città, era bella. In quell'anno immagino che è venuta anche la Quintana di Ascoli Piceno a rappresentare l'Italia nel padiglione italiano, quindi io ero giovane con le sorelle che erano già qui, io sono una dei sei figli, due fratelli e quattro sorelle che eravamo arrivati una alla volta tutti qua e ancora siamo quasi tutti qui. Allora è stato un anno favoloso. Un colpo di fulmine. Sì, veramente. Comunque ti volevo dire Fausta che il 1967 è stato molto importante anche perché sono nato io in quell'anno. Eh, lo vedi, fai i calcoli, io ero molto più vecchia di te. Comunque, quindi poi c'è stato questo feeling con il paese e tutti gli anni che sono stati vissuti dopo ti hanno comunque coinvolto diciamo. Oggi come ti senti, più canadese o più italiana? Ma dovrei dire 50-50, forse 60% italiano e 40% canadese. Dunque io quando sono arrivata a Geva io ho studiato i nascoli francese e anche un pochino inglese. Però qui bisogna, per lavorare come lavoravo io in ufficio poi, ho dovuto imparare bene le due lingue. Quindi questa è stata andare a scuola di sera, imparare le lingue, accudire al bambino, ai bambini, poi ne è arrivato un altro, alla casa. E poi col secondo figlio poi anche insegnavo l'italiano il sabato mattino ai figli degli emigranti che erano nella zona. Quindi c'erano le scuole d'italiano il sabato mattina e quindi io facevo tutte queste cose allo stesso tempo. Poi ho lavorato un anno in banca e poi sono andata a lavorare per mio fratello che aveva delle ditte nel campo della costruzione. Cioè faceva piccoli lavori di costruzione ma poi abbiamo aperto un negozio di vendita di materiale, un altro di affitto attrezzi per la costruzione e un altro per trasporto rifiuti della costruzione. Ed io ero l'amministratrice principale di tutte le aziende quindi poi ha deciso di vendere nel 2005-2006-2007, ha venduto una a una tutte le aziende e quindi adesso mi sono occupata solamente delle cose personali e dell'associazione. Sono molto coinvolta in tutto. Cosa si potrebbe migliorare in questi rapporti fra Canada e Italia? C'è sempre speranza, noi cerchiamo di invogliare. La regione ci offre l'educational tour per i giovani per cui ogni anno io mando quelli che può pagare la regione, più di tanto no, due, tre, quattro ragazzi massimo. Mandiamo questi ragazzi che vengono lì a Recanati, a Caserai Mondo per imparare un po' l'italiano e poi sono portati in giro per la regione per conoscere e tornano tutti molto, molto contenti. Infatti sono così, poi quest'anno abbiamo aggiunto anche, cioè l'anno scorso adesso, lo stage per cui abbiamo mandato uno solo dal Montreal che ha seguito uno stage di lavoro nelle Marche. Tutto questo è per tenere i giovani ancora che possano essere gli ambasciatori delle nostre regioni perché veramente quando tornano sono ambasciatori e tutti vogliono tornare, tutti tornano volentieri, portano i loro amici, vengono magari solamente in vacanza perché sapete che Montreal è ancora abbastanza prospera come città, come paese, qui in Canada, per cui è difficile dire mi trasferisco e lavoro nelle Marche a meno che non abbiano una richiesta specifica. Certo, di origine giapponese i famosi kamikaze perché credo che si guadagni meglio in Canada. Io recentemente ho intervistato dei talenti di tutta Italia, giovani dai 20 ai 25 anni che guadagnano all'estero credo 5 o 6 volte di più che in Italia. Cosa ne pensi di questa cosa Fausta? Io non ho fatto questo, non lo posso dire, so che si guadagna un po' di più qua ma poi è il tenore di vita delle Marche che è molto meglio di quello qui perché qui adesso siamo in pieno inverno, oggi sta a 20 sotto 0, c'è un sole ma c'è tanto ghiaccio e neve fuori e questo è iniziato il 10 novembre e finirà verso il fine marzo e quindi è lungo l'inverno perché non è brutto ma è lungo. Siamo equipaggiati, le case belle, comode, calde, non c'è problema però stare sempre a questo freddo dà fastidio e in più ecco la nostra patria è sempre l'Italia insomma sentirsi a casa, io vengo tutti gli anni in Italia e mi sento bene quando sono in Italia, ecco, devo dirle questo. Fausta noi ti ringraziamo che siamo già a un podcast molto esteso, un super podcast però ti richiameremo presto per altri racconti da Canada in maniera tale che ci fai come la corrispondente, va bene? Va benissimo, io vi ringrazio e mi saluto Luigi Petruccelli che lo conosco bene direttore del museo MEMA, dell'eccezionale museo da cui trasmettiamo lo vediamo tutti gli anni quando siamo in regione e ringrazio la regione Marche che ci dà questa possibilità di aiutare a rimanere vicini. Benissimo, a presto allora, buona giornata nel tuo caso e ci risentiamo presto. Grazie, a presto, ciao.